COSA VEDERE A ROSOLINA E DELTA DEL PO

Giardino Botanico di Porto Caleri

Angolo di natura incontaminata dove è possibile ammirare una miriade di uccelli, rare specie di anfibi e una fitta vegetazione caratterizzata da 220 piante immerse tra la pineta, dune, stagni, spiaggia e la laguna di Caleri. Percorrere i sentieri del giardino botanico vi farà respirare i profumi della natura e portare a casa scatti memorabili di un paesaggio unico.

Torre Panoramica Foce dell’Adige

Torre panoramica in acciaio, alta 16 metri e raggiungibile alla fine del percorso ciclabile destra Adige. Dalla sua cima si può ammirare il punto preciso in cui il fiume incontra il mare, la foce del fiume Adige da una parte e dall’altra il Mare Adriatico. Alla base della struttura ci sono alcuni tavoli e panchine in legno ideali per un bel pic-nic. E’ stata considerata tra le 10 migliori opere nella regione Veneto.

Via delle Valli

La Via delle Valli è un percorso naturalistico di circa 12 chilometri che permette di apprezzare, meglio se in bicicletta, un paesaggio di terra, acqua e natura incontaminata. Lungo la via si potranno vedere le palafitte in legno dei pescatori e i casoni di valle, ex residenze padronali e ora dei confortevoli luoghi di soggiorno e piacere frequentati durante la stagione venatoria.

Un Tuffo Nella Storia

Area di San Basilio Il Centro Turistico Culturale San Basilio ospita al suo interno reperti ritrovati durante gli scavi archeologici effettuati a San Basilio tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 ed esposti in tre vetrine. Oltre a queste un prezioso sarcofago, alcune anfore ed una serie di pannelli raccontano in modo semplice l’evoluzione del Delta del Po e la ricca storia di questo paesino che è un vero e proprio concentrato di storia. Una millenaria chiesetta in stile romanico e, poco distante, gli scavi archeologici aperti arricchiscono il borgo di San Basilio, che diventa così un interessante crocevia per itinerari cicloturistici, escursioni fluviali o percorsi tematici, anche per la presenza di dune fossili e residui del cordone dunoso, testimonianza dell’antica linea di costa.

Via Delle Valli Sud

Il modo migliore per cogliere appieno tutte le sfaccettature del Delta è di muoversi in bicicletta. Tra le molteplici soluzioni che offre il Parco del Delta del Po la più bella è senza dubbio rappresentata dalla Via delle Valli. Un itinerario che parte dall’Adige e arriva al Po di Maistra ed è diviso dal Po di Levante che si supera agevolmente col traghetto (funziona a chiamata con preavviso di un’ora +39 329 8607630) che collega Albarella con Porto Levante. Lungo il tracciato, che corre sopra e sotto l’argine che separa le lagune dalle valli da pesca, si possono ammirare i casoni di valle, le cavane dei pescatori e tante specie di uccelli che frequentano questi ambienti ricchi di storia, di natura e di tradizioni.

Museo della Bonifica

Il Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin è il luogo dove meglio si può capire l’interazione tra uomo e ambiente nel Delta del Po. Impianto idrovoro dei primi anni del ‘900, perno su cui ruotava la grande impresa della bonifica dell’Isola di Ariano, fu dismesso a metà degli anni ‘60 a causa della subsidenza. Al suo interno non ci sono teche e reperti archeologici ma le caldaie, le pompe a vapore, la cabina elettrica, gli utensili dell’officina ed una bella mostra che racconta in modo esteso e puntuale la fatica e l’ingegno dell’uomo nella trasformazione del paesaggio del Delta che trasformò lande desolate ed incolte in fertili ed ospitali terreni.

Via Delle Valli Nord

Il modo migliore per cogliere appieno tutte le sfaccettature del Delta è di muoversi in bicicletta. Tra le molteplici soluzioni che offre il Parco del Delta del Po la più bella è senza dubbio rappresentata dalla Via delle Valli. Un itinerario che parte dall’Adige e arriva al Po di Maistra ed è diviso dal Po di Levante che si supera agevolmente col traghetto (funziona a chiamata con preavviso di un’ora +39 329 8607630) che collega Albarella con Porto Levante. Lungo il tracciato, che corre sopra e sotto l’argine che separa le lagune dalle valli da pesca, si possono ammirare i casoni di valle, le cavane dei pescatori e tante specie di uccelli che frequentano questi ambienti ricchi di storia, di natura e di tradizioni.

 

Giardino Botanico

Il Giardino Botanico Litoraneo di Porto Caleri si trova nella parte più a Nord del Parco, nella parte meridionale del litorale di Rosolina Mare, e si estende per circa 24 ettari. Realizzato dal Servizio Regionale Forestale nel 1990 in un’area SIC (Sito di Importanza Comunitaria) allo scopo di conservare un ambiente naturale unico e di notevole interesse scientifico, è diventata in breve tempo la più bella delle oasi del Parco del Delta. La visita del Giardino Botanico Litoraneo può essere effettuata seguendo tre diversi sentieri che portano ai diversi ambienti che lo compongono: uno breve, che interessa in maniera particolare la pineta, uno intermedio, che attraversa le dune ed arriva fino alla spiaggia ed uno più lungo, che include anche la zona umida.

Foce Adige

La foce dell’Adige è diventata una delle mete più frequentate del litorale di Rosolina Mare. Un tempo frequentata solo dagli amanti della pesca e da chi preferiva il mare “al naturale” da quando è stata costruita la torretta che segna la conclusione del percorso ciclabile Destra Adige è diventata meta di camminatori e ciclisti che dopo aver attraversato la parte più a nord della pineta di Rosolina Mare o percorso gli ultimi chilometri della ciclabile salgono gli 84 gradini che portano in cima alla torretta panoramica e regalano una vista che, in molti casi, va dalle foci del Po ed il mare ed arriva ai colli Euganei ed alle Alpi.

Scanno Boa

Scano Boa rappresenta l’anima del Delta, il Genius Loci di questa terra è senza dubbio su quell’isola, raccontata in modo egregio dallo scrittore polesano Antonio Cibotto, dove ancora insistono i tipici “casoni di canna palustre”, prime dimore degli abitanti del Delta. Per raggiungerla bisogna attraversare la Laguna del Basson, sempre meno profonda per l’interramento che di anno in anno, di piena in piena attua il fiume. Un tempo estesi canneti e numerose risaie disegnavano il paesaggio di queste giovani terre emerse. Oggi i cambiamenti del clima mettono in serio pericolo questi ambienti che rischiano di sparire nel giro di pochi decenni.

Anello della Donzella

Uno dei percorsi più belli per scoprire il Delta del Po in bicicletta è l’anello della Donzella, un itinerario di lunghezza variabile, dai 40 ai 70 km da percorrere per intero o in forma ridotta in base alle vostre gambe, che racconta in modo completo l’evoluzione, la storia, l’economia e la straordinaria natura del Parco del Delta del Po. Poco dopo la partenza (si consiglia di farlo da Ca’ Tiepolo) si incontra il Museo Regionale della Bonifica. Dopo la visita si pedala, a piacimento sull’argine del Po di Goro o sull’argine del Po della Donzella in entrambi i casi immersi nella quiete della campagna. Una volta arrivati a Santa Giulia si va verso la foce e si pedala poi sulla strada panoramica che costeggia la Sacca degli Scardovari. Giunti all’oasi di Ca’ Mello, attraversando le risaie, si può raggiungere rapidamente Ca’ Tiepolo oppure proseguire verso Scardovari e Barricata. Da qui correndo (dove possibile) sull’argine del Po di Tolle si torna, dopo 20 chilometri a Ca’ Tiepolo.

La Grande Foce

Il modo migliore per approcciarsi al Delta del Po e capire come si è formato bisogna navigare l’ultimo tratto del ramo principale e arrivare proprio dove il fiume incontra il mare. La foce del Po è caratterizzata dalla maestosità del fiume che, ormai stanco, porta il suo carico fatto non solo di acqua ma anche di sabbia, di limo e di argilla al mare che li riceve e li riporta a terra creando sottili lingue di sabbia che pian piano sono diventate le spiagge della costa del Parco del Delta. Qui si trova uno dei simboli del Delta: il faro di Punta Maistra, carico di storia e di poesia che, solitario, si staglia e indica ai naviganti la fine del fiume.

Aperitivo al Tramonto

Durante il periodo estivo l’escursione in battello sulla Laguna di Caleri si arricchisce di un elemento prezioso. Alla bellezza del paesaggio si aggiunge la suggestione della navigazione quando il Sole si appresta a tramontare. La luce diventa più calda, gli uccelli si avvistano più facilmente e le barene mostrano le loro fioriture di limonium e settembrini. Ma la sorpresa aumenta quando, una volta raggiunte le cavane dei pescatori, si scopre la tavola dell’aperitivo a km 0. I prodotti della terra lavorati dagli agricoltori e dai pastori accompagnati da un bicchiere di vino danno modo di scoprire anche il valore, la bontà e la genuinità delle produzioni del Parco del Delta.

Po di Maistra

Il Po di Maistra è il ramo più piccolo, ma proprio per questo il più naturale e suggestivo del Delta del Po, quello in cui la mano dell’uomo si vede pochissimo. Il suo corso è caratterizzato da una ricca e variegata vegetazione: salici, pioppi bianchi, frassini che danno ospitalità ad una moltitudine di uccelli. Anche per questo è diventato uno dei luoghi apprezzato dagli amanti del birdwatching. Lungo il fiume si trovano diverse golene (casse di espansione del fiume), una di queste, la golena di Ca’ Pisani è una delle più belle oasi del Parco, l’habitat ideale per molte specie di uccelli, come il Martin Pescatore, il Gruccione e tutte le specie di aironi.

 

Bike & Boat al Bacucco

Alla foce del suo corso il Po della Donzella si dirama il Po Morto, così chiamato perché in passato la sua foce era completamente ostruita e l’acqua raggiungeva il mare attraverso un “paradello”, un canale che collegava il Po Morto col Po di Goro. Ma il Delta del Po è una terra dai confini molto incerti ed in continua evoluzione. Una mareggiata ha ostruito il collegamento col Po di Goro e, grazie allo scavo del banco di sabbia che chiudeva la sua bocca, il Po Morto ha ripreso a consegnare l’acqua al mare. In mezzo ai due rami si trova una delle aree più autentiche di tutto il Delta del Po: l’oasi del Bacucco, un esteso canneto interrotto di tanto in tanto dai chiari che un tempo venivano usati per la caccia frequentato da una moltitudine di anatre e da tanti altri uccelli, che qui oltre all’habitat in cui vivere trovano un rifugio sicuro.